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  NUMERO  TRIPLO 06-07-08  DEL  06-07-08-2010  
 
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titolo NORMATIVA REGIONALE
elenco REGIONE DECRETO BUDGET 2008
elenco REGIONE DECRETO REQUISITI U0014
elenco CIRCOLARE N 82378 DEL 10 LUGLIO 2008
elenco DGRL 172 21 MARZO 2008 FINANZIAMENTO EX ARTICOLO 26 ANNO 2008
elenco REGOLAMENTO REGIONALE N 13-2007
elenco DGR 435-2007 APPROPRIATEZZA
elenco DGR 437-2007 TETTI DI SPESA
elenco DGR 433-2007 SOCIO-SANITARIO
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elenco ASS. SAN. 47648 DEL 23/10/2002 ESTENSIVA-MANTENIMENTO
elenco DELIBERA REQUISITI MINIMI 2A
elenco DELIBERA REQUISITI MINIMI 1A
elenco REGOLAMENTO REGIONALE N 2 DEL 26/01/2007
elenco CIRCOLARE REGIONALE 34419 DEL 4/04/2003: ATTIVITÀ RIABILITATIVA ESTENSIVA E DI MANTENIMENTO
elenco MONTINO RIPRISTINO 6% EX ART 26
elenco MONTINO 14 AGOSTO 2009
elenco DECRETO 98 29DIC09 FINANZIAMENTO PREST SAN 2010
elenco DECRETO 95 29DIC09 COMPARTECIPAZIONE SEMI-RES.LE E RES.LE
elenco DECRETO 99 29DIC09 RIPIANAMENTO IKT
elenco DELIBERA 876 NOV09 RIPIANAMENTO PER INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA
 
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titolo RUBRICA: SERVIZI
 
titolo Articoli del NUMERO TRIPLO 06-07-08 / 06-07-08-2010
elenco I BAMBINI DI OGGI DI FRONTE AL RISCHIO DI ESSERE TROPPO STIMOLATI E DI RIMANERE SPESSO SOLI NELL’ELABORARE LE LORO PRIME ESPERIENZE. NUOVI CAMPANELLI DI ALLARME.
elenco CAMBIANO I BAMBINI E CAMBIANO I GENITORI. DIFFICOLTÀ NELLA CRESCITA E DISTURBI DA CURARE. INCONTRIAMO UN ALTRO CENTRO DI RIABILITAZIONE ROMANO. PER SCUOLA VIVA PARLA LA DOTTORESSA ELISABETTA MARTELLO.
titolo Articoli di ALTRI NUMERI
elenco NUM. DOPPIO 04-05 / 04-05-2010   I BAMBINI E I CENTRI DI RIABILITAZIONE. CONTINUA LA NOSTRA INDAGINE SU COME EVOLVE LA DOMANDA DI TRATTAMENTI. UNA SOCIETÀ CHE CAMBIA DIETRO MOLTI NUOVI DISTURBI. L’OPINIONE DI FEDERICO BIANCHI DI CASTELBIANCO CHE DIRIGE L’ISTITUTO DI ORTOFONOLOGIA DI ROMA.
elenco NUM. 01 / 01-2010   MALATTIE RARE. IL 2010 POTREBBE ESSERE L’ANNO DECISIVO PER UNA LEGGE, ANCHE SE LO SCOGLIO MAGGIORE È RAPPRESENTATO DAL FINANZIAMENTO.
elenco NUM. DOPPIO 11-12 / 11-12-09   “SIAMO 5000 FORSE 6000, NESSUNO LO SA CON PRECISIONE, ABBIAMO UNA MALATTIA, LA SLA, CHE È UN DRAMMA CHE INVESTE LA FAMIGLIA INTERA. VOI CI DITE DI PAZIENTARE MA NON CAPITE CHE NEL CONTEMPO TANTI MUOIONO PERCHÉ NON VOGLIONO PESARE SUI LORO CARI E RIFIUTANO LA TRACHEOSTOMIA, ALTRI MUOIONO PERCHÉ NON HANNO UN MINIMO DI ASSISTENZA. DI QUESTE MORTI, DI QUESTI TRATTAMENTI VOI SIETE CORRESPONSABILI….” MALATI DI SLA, INASCOLTATI, AFFIDANO LE LORO SPERANZE AD UN NUOVO SCIOPERO DELLA FAME.
elenco NUM. 10 / 10-2009   APPELLI IMPORTANTI, A VOLTE DISPERATI, PERCHÉ L’OPINIONE PUBBLICA SAPPIA COSA ACCADE NEL MONDO DELLA DISABILITÀ.
elenco NUM. DOPPIO 06-07 / 06-07-2009   FARE I CONTI CON UNA DISABILITÀ ACQUISITA E TROVARE IL MODO DI TORNARE A VIVERE. GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE TRA AIAS, AISM E IL CENTRO DI SERVIZIO PER IL VOLONTARIATO DI PIACENZA È NATA L’DEA DI UN AIUTO A CHI SI TROVA A VIVERE QUESTA ESPERIENZA(1). INTERVISTIAMO IN PROPOSITO DONATELLA VAGHINI, RESPONSABILE DEL POLO INFORMATIVO DELL’AIAS DI PIACENZA.
 
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I bambini di oggi di fronte al rischio di essere troppo stimolati e di rimanere spesso soli nell’elaborare le loro prime esperienze. Nuovi campanelli di allarme.

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Il fatto è che, nella società di oggi, i pericoli per l’infanzia si presentano in tante forme e non sempre si organizzano per tempo adeguate difese. Persino in chi si dice pronto a curare si può nascondere, consapevolmente o inconsapevolmente, una minaccia, un rischio.
Due esempi significativi. Recenti prese di posizione a livello internazionale, da parte di organismi scientifici qualificati, ci invitano a riflettere maggiormente su uno strumento tecnologico, il computer, messo in mano a bambini sempre più piccoli, e su un comportamento infantile, l’iperattivismo, una “non malattia”, sulla quale sembrava si potesse agire con efficacia solo ricorrendo all’impiego di psicofarmaci.

Come intervenire sui bambini etichettati come iperattivi? Recentemente si è parlato di uno studio inglese della Nottingham University, pubblicato su Biological Psichiatry, che ha rafforzato le convinzioni dell’associazione “Giù le mani dai bambini” (Comitato per la farmacovigilanza pediatrica). La novità, se di novità si può parlare, è che "Nei bambini affetti da sindrome di disattenzione e iperattività (Adhd), gli incentivi possono avere lo stesso beneficio dei farmaci”. Il miglioramento si può ottenere non solo con l'utilizzo di farmaci - causa di potenziali effetti collaterali anche gravi - ma con strategie pedagogiche quali, ad esempio, quella della "ricompensa a breve termine”. Insomma meno chimica e più psicopedagogia, con la speranza che questa linea sia sostenuta dall'Istituto superiore di sanità e dall'Agenzia del farmaco.
Più computer o meno computer nella vita di un bambino? E’ un dibattito che non si arresta ed è anche comprensibile il perchè. Il virtuale prevale sempre più sul reale. Ha cominciato la tv. Tocca oggi a Internet. Gli inglesi, sotto la spinta laburista, si erano convinti che il pc dovesse entrare nella vita dei piccoli molto prima dei cinque anni. Questo progetto educativo, chiamato Nappy Curriculum partiva dall’idea che già a due anni si possono apprendere le operazioni tecnologiche di base. Ora però uno studio della società psicologica inglese mette al bando i computer per i bambini sotto i 9 anni: se usato prematuramente il pc potrebbe compromettere le abilità di lettura, di calcolo matematico e dare al bambino una percezione "virtuale" della realtà, prima che reale. Per questo motivo la Royal Society of Medicine ha chiesto al governo regole restrittive sull'uso di telecomandi, videogiochi e sulla navigazione Internet nella prima infanzia: i bambini devono sviluppare prima la conoscenza dello spazio intorno a loro e solo dopo la realtà virtuale e tecnologica. 
L'uso anzitempo del computer rischia di compromettere le abilità di lettura e di calcolo matematico, deformando la realtà in un delicato momento della vita in cui i piccoli devono ancora farsi un’idea consapevole del mondo, dello spazio e del tempo. Lo sviluppo delle funzioni cerebrali non sarebbe insomma agevolato, ma piuttosto inibito. Gli psicologi chiedono zone interamente "Technology Free".
Il nome dello studioso, che con più decisione si è espresso sul tema, è Aric Sigman. Sono suoi giudizi quelli sulla necessità che i bambini conoscano prima la vita reale e poi quella virtuale: "Il cervello nei primi anni di vita deve fare esperienze tridimensionali reali che stimolino la curiosità”, "I bambini hanno bisogno di sentire, toccare, vedere e spostare le cose reali per educare la loro infrastruttura neurologica e cognitiva".
Sigman è sicuramente un personaggio singolare, che ama muoversi in controtendenza. Pronti in molti a saltargli addosso per aver affermato che i social network fanno male alla salute. E’ suo comunque il merito di aver riaperto un discorso che sembrava già concluso. Molti esperti italiani, chiamati in causa, hanno ripetuto più o meno gli stessi concetti, salvo poi rifugiarsi nella convinzione che “se il computer, come la tv, si usassero, da parte dei bambini, solo per pochi minuti al giorno…”.

redazionale

 
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