Una doppia sofferenza. Una vera giornata di dolore. E’ questa la sensazione che molti hanno provato, mentre, il sette di luglio, lungo le strade del centro di Roma, nei pressi dei palazzi del potere, da una parte sfilavano gli aquilani e dall’altra, su un lato di piazza Montecitorio, si concentravano i disabili. Sia gli uni che gli altri spinti dalla difficoltà di far capire al governo quanto siano gravi i loro problemi. Sia gli uni che gli altri contenuti dalla polizia che, con i terremotati ha anche usato le maniere forti, Quanto ai disabili erano tanti ed avrebbero voluto un po’ più di spazio. Due distinte manifestazioni, proprio nel giorno in cui si chiudeva di fatto il discorso sui contenuti della manovra economica. I risultati? Agli aquilani hanno concesso una lunga rateizzazione delle loro tasse. Ai disabili lo sperato ripensamento, una vera marcia indietro, sulle pensioni di invalidità e sull’assegno di accompagnamento. Gli scontri e i feriti nel caso della protesta della gente terremotata, che invocava una legge per la ricostruzione, hanno finito per richiamare maggiormente l’attenzione delle cronache giornalistiche. Dei più tranquilli, ma non meno arrabbiati disabili, i giornali alla fine si sono occupati meno. Eppure proprio i disabili
venivano da più di un mese di dura battaglia, da quando il 26 maggio il ministro Tremonti aveva annunciato quali, a suo giudizio, fossero le cause, e quali i rimedi di una spesa pubblica incontenibile. Proprio allora, sulla disabilità, aveva espresso giudizi destinati a sorprendere: in molti casi per la loro imprecisione e, nel complesso, per un tono decisamente ostile alla causa
dei disabili. ….Uno dei fenomeni che vi fanno capire perché questo continente e il nostro Paese deve cambiare: le pensioni di invalidità. Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi. Su 60 milioni di abitanti, escludendo i giovani e le persone che per definizione non
sono così invalidi (salvo incidenti). 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo… …L’altra cosa impressionante: non è che abbiamo 2.7 milioni di invalidi, ma che il costo delle pensioni di invalidità
è salito a 16 miliardi. Un punto di PIL ogni anno vanno agli invalidi… …Cosa è stato? Che le tabelle di invalidità sono state rese più generose, e quindi era invalido non solo uno che aveva una vera invalidità, ma anche delle malattie, dei difetti
magari non invalidanti davvero… …Chessò: il fischio all’orecchio è una causa di invalidità; è molto fastidioso, ma che debba essere causa di pensione di invalidità come se fossi davvero invalido magari è troppo… Inutile andare avanti su questo terreno. E’ un fatto che Fish e Fand hanno unito i loro sforzi e il mese di giugno è stato speso per rimontare la situazione, annunciando una mobilitazione per il primo luglio, poi annullata e, alla fine, riconfermata per il 7. Di “incredibile capovolgimento di valori” parlava in quei giorni il vicepresidente della Fish, avvocato Nocera.. Poi, proprio in coincidenza con la manifestazione di piazza Montecitorio, gli annunci che contano. Del Presidente dell Fish, Barbieri: “Siamo riusciti in una impresa
disperata”. Del Presidente della Fand, Pagano “È arrivata la buona notizia. Ora tutto ritorna allo status quo precedente, ma Fish e Fand continueranno insieme la loro battaglia nella difesa dei diritti delle persone disabili”.
Eravamo in piazza Montecitorio.
Abbiamo ascoltato esponenti di associazioni, di sindacati, del mondo della politica. Tante le affermazioni nette e la difesa, senza se e senza ma, del diritto dei disabili a non essere trattati, come abbiamo letto su un cartello, da cittadini di serie C. Chi
parlava aveva l’orecchio sintonizzato sul Palazzo da dove dovevano giungere conferme sul cambio di indirizzo del governo e, nello stesso tempo, doveva guardare in avanti perchè la battaglia non è certo conclusa. Negli interventi, ogni parola nasceva dal bisogno di replicare, di mettere
in chiaro lo stato vero delle cose. Ci hanno colpito tanti passaggi, oltre alle scritte, come questa: Coraggio, se hai un problema di salute, lo stato non ti lascia solo. Insieme a te abbandona tutta la famiglia: …Se i conti pubblici debbono essere corretti, la lotta da fare è contro l’evasione
fiscale, contro gli sprechi e le inefficienze. E’ lì che si deve tagliare, non sulla pelle dei disabili e delle famiglie che tanta fatica fanno ogni giorno…Abbiamo altri obiettivi davanti, come i livelli essenziali di assistenza, il fondo per la non autosufficienza.. Come Cisl continueremo a lottare…
….Questa della manovra è stata solo la punta dell’iceberg. Il grosso è sotto, è sommerso ed è quello contro cui sbattiamo tutti i giorni. Se la goccia ha fatto traboccare il vaso, il vaso era pieno ed è su questo pieno che bisogna lottare. Salute a tutti, da tutta l’unione italiana lotta alla distrofia
muscolare…
…Ci sono stati in questi due anni una serie di fatti e decisioni del governo che hanno messo a rischio più di un diritto delle persone con disabilità e delle famiglie…Oggi siamo qui a difendere i diritti per l’assegno di invalidità
e l’indennità di accompagnamento, ma voglio ricordare le norme che più volte hanno messo a rischio il diritto al lavoro e la legge 68, da ultimo l’abrogazione dell’articolo della 68 che prevedeva la certificazione sull’ottemperanza alla legge stessa, sostituito da una autocertificazione da parte delle aziende… Sono una serie di attacchi contro
cui noi ci dobbiamo muovere. La mobilitazione di questi giorni credo abbia dato risultati importanti, adesso vedremo cosa ci sarà scritto negli atti del senato, perchè anche un a settimana fa era stato detto che la norma era superata e poi non solo non si è superata la norma, ma addirittura si è aggravata mettendo a rischio per molti l’indennità di accompagnamento….Siamo
qui a vigilare…Noi dobbiamo cogliere l’occasione di questa manovra per andare avanti, per rafforzare gli interventi in particolare per la non autosufficienza (chi parla è Augusto Battaglia che per il PD è responsabile del relativo progetto): non solo per le persone disabili, ma anche per le persone anziane non autosufficienti che sono un fenomeno
in crescita. Quando ci sono problemi di questo genere, il governo non li può affrontare togliendo diritti, ma migliorando le prestazioni e dando alle famiglie il sostegno necessario… … (Ileana Argentin). Sono molto felice perchè siamo qui a manifestare, soprattutto a fare
opposizione, opposizione vera… che siamo in grado di fare. Non si era mai visto un governo che spingeva in piazza migliaia di persone disabili sulla base di un taglio così folle, senza parametri, senza motivi …Non sono i pochi milioni di euro che volevano tagliare a noi che risaneranno il governo …Questa manifestazione doveva esserci anche per dare un segnale forte,
culturale, perchè si imparasse a capire che la gente, al di là del proprio handicap, rappresenta non solo se stessa, la sua persona, ma molte famiglie e, soprattutto, molte persone che sono chiude in casa e non possono ancora dirci la loro. Sono anni che mi muovo nel mondo della disabilità e lo faccio per ragione dovuta e un po’ perchè
ci credo fortemente. Le cose cambiano e cambiano proprio quando ci vediamo qui tutti insieme, quando Fish e Fand non fanno la differenza, quando Cgil e Uil non fanno la differenza. Però, a parte i sindacati, molte volte ci dimenticate e ci si accorge di noi in campagna elettorale, quando serve un voto…
(Presidente della consulta regionale sulla disabilità del Lazio)…Io vorrei che questa manifestazione non assomigliasse ad altre manifestazioni, seppure giuste, ma settoriali. Questa manifestazione è un momento di lotta civile vera…è una lotta per le pari opportunità, per essere cittadini tra i cittadini, è una lotta
che va contro un attacco vergognoso, inaccettabile… Più tardi i promotori della manifestazione, Fish e Fand, hanno tirato le conclusioni. …Notevole la soddisfazione, ora, fra gli organizzatori della Manifestazione.
«Un risultato di portata storica» commenta Giovanni Pagano, presidente della FAND «anche considerato il clima politico, le premesse, la campagna mediatica scatenata nei confronti delle persone con disabilità». «Una vittoria che è costata molto in termini di impegno, di risorse e di energie che avremmo preferito dedicare ad azioni propositive anziché
di difesa», chiosa Pietro Barbieri, presidente della FISH. «Rimane una fortissima preoccupazione per i tagli alle politiche sociali delle Regioni». Ed infatti è di ieri sera l’annuncio che i tagli agli enti locali verranno stabiliti secondo la “virtuosità” delle Regioni e le modalità di restrizione verranno definite in Conferenza
Stato-Regioni. Purtroppo la “virtuosità” si basa solo su elementi di bilancio e non di qualità dei servizi ai Cittadini, aspetto di cui nessuno sembra preoccuparsi. Il rischio più immediato è che nelle Regioni più inefficienti i Cittadini finiscano per pagare due volte: prima per l’inefficienza delle risposte, poi per le “sanzioni” dello
Stato. Ottimo il risultato di oggi, ma ora inizia l’impegno per domani.
Di Antonio Leone
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